L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato la Delibera n. 169 del 6 maggio 2026, con cui viene irrogata una sanzione amministrativa da 1.000 euro nei confronti di un’ex consigliera comunale del Comune di Massafra (TA).
Cosa è successo?
La sanzione nasce dalla mancata comunicazione/pubblicazione della documentazione prevista dall’art. 14 del d.lgs. 33/2013, in particolare della dichiarazione dei redditi e delle informazioni patrimoniali richieste ai titolari di incarichi politici.
Qual è il principio ribadito da ANAC?
Chi ricopre incarichi politici è tenuto a garantire piena trasparenza sulla propria situazione reddituale e patrimoniale.
La mancata o incompleta comunicazione può comportare una sanzione da 500 a 10.000 euro.
Un aspetto importante:
L’obbligo permane anche dopo la cessazione dell’incarico, se riferito al periodo in cui il soggetto era in carica. In questo caso, l’ex consigliera aveva cessato il mandato il 9 ottobre 2024, ma risultava comunque inadempiente rispetto agli obblighi dichiarativi.
Il ruolo del RPCT
Determinante è stata la segnalazione del RPCT (Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza) del Comune, che ha attivato il procedimento sanzionatorio presso ANAC.
Perché questa delibera è rilevante?
La decisione conferma:
- la centralità degli obblighi di trasparenza;
- il ruolo attivo dei RPCT nei controlli;
- l’effettività del potere sanzionatorio ANAC;
- l’attenzione crescente verso gli adempimenti ex art. 14 d.lgs. 33/2013.
Messaggio per enti e amministratori:
Gli obblighi di pubblicazione patrimoniale non sono meri adempimenti formali: rappresentano strumenti essenziali di accountability e prevenzione della corruzione.
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