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	<title>Gianni Sanna</title>
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		<title>I miei cinque minuti alla DirezIone Regionale del Pd</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 00:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[1 Molto brevemente, solo tre considerazioni. La prima. Rispetto ad una settimana fa qualcosa è cambiato. Abbiamo di nuovo un Segretario ma non abbiamo ancora colmato il vuoto. Per quello ci vorrá il Congresso. Epifani sará un traghettatore verso il Congresso. Io non mi aspetto di più. Ed il Congresso sará ad Ottobre. Per il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>1<br />
Molto brevemente, solo tre considerazioni.<br />
La prima.</p>
<p>Rispetto ad una settimana fa qualcosa è cambiato.<br />
Abbiamo di nuovo un Segretario ma non abbiamo ancora colmato il vuoto.<br />
Per quello ci vorrá il Congresso.<br />
Epifani sará un traghettatore verso il Congresso. Io non mi aspetto di più.<br />
Ed il Congresso sará ad Ottobre.<br />
Per il momento sembra sia stato raggiunto un equilibrio precario che eviterá l&#8217;implosione che abbiamo tutti avvertito in questi giorni come immanente nelle nebbie della ennesima sconfitta elettorale, (una sconfitta elettorale che paradossalmente ci ha costretto all&#8217;obbligo del governo), nebbie che non si sono tutte diradate, perchè sappiamo che le questioni, quelle vere, sono soltanto rinviate.</p>
<p>Ecco, io mi auguro che il Congresso sia un congresso aperto.<br />
Sia un&#8217;occasione non tanto per ri-fondarci (porta male la parola rifondazione)o per ripartire, quanto finalmente per &#8220;dirci&#8221; e per dire con chiarezza chi siamo oggi, per riconoscerci ed essere a nostra volta riconoscibili per davvero come una forza riformatrice ed innovatrice capace di favorire l&#8217;inclusione, il riscatto sociale, e quindi anche politico, di coloro che oggi sono ai margini per esempio del mercato del lavoro e che sono inspiegabilmente ancora privati di alcuni elementari diritti della persona.</p>
<p>Io mi auguro che il nostro sia un congresso capace di definire una identitá forte, perchè di questa abbiamo bisogno, per non essere costretti nell&#8217;attivitá di governo di perserxi nella mediazione per la mediazione. Certo un&#8217;identitá forte non per fare del Pd un partito più piccolo e più di sinistra, &#8220;perchè la nostra prova è un&#8217;altra, è invece quella di un partito più grande, più aperto, open come è stato detto sabato, che sappia ricollocare nella storia di questo Paese, adesso, nei prossimi anni, una sinistra rinnovata e plurale nelle sue radici, nelle sue ispirazioni e culture&#8230; &#8221;<br />
Noi non siamo nati soltanto per mettere a punto un buon programma di governo, siamo nati per tentare di restituire un contenuto morale alla politica.<br />
Anche per questo c&#8217;è bisogno di noi.</p>
<p>2.<br />
La seconda considerazione riguarda appunto il Congresso.<br />
Si è parlato in queste settimane di modificarne le regole, alimentando un dibattito antico ed a tratti spigoloso. Iscritti, elettori. Entrambi.<br />
Poiche su questo punto Epifani non si è pronunciato, io ritengo che sia bene che le regole restino quelle che sono.<br />
Per quel che penso io, anche quella che vede nel Segretario Nazionale il candidato Premier.<br />
Ogni diversa determinazione credo che &#8211; quanto meno oggi &#8211; rappresenterebbe un tentativo di arroccamento, assolutamente da evitare. Segnerebbe una nostra distanza siderale da chi è ancora disposto a spendere una parte della propria vita x le nostre idee.</p>
<p>3.<br />
Infine.<br />
Sulla road map che ci riguarda in Sardegna.<br />
Io non so se è cambiata qualcosa rispetto ad una settimana fa.<br />
Rispetto alle cose dette da Silvio nella relazione.<br />
A me va bene salvaguardare l&#8217;unitá del partito. Costruirla dove difetta.<br />
E ritengo giusto puntare molto sull&#8217;obiettivo regionale in questo ingorgo di impegni che ci attendono.<br />
Per un partito che aspira ad essere forza di governo è necessario.<br />
Ma è necessario accelerare su programma e sulla selezione del candidato premier.<br />
E quando dico accelerare intendo dire che su questo versante non abbiamo più tempo.<br />
Perche paradossalmente perdiamo terreno.<br />
Non vorrei nei confronti dello stesso Cappellacci.<br />
Il Congresso regionale non puo attendere, ma sono anche convinto che non può essere un regolamento dei conti.</p>
<p>Io non sono contrario ad una election day democratica. Come ricordava Francesco Sanna.<br />
Al di la degli aspetti tecnici e delle difficoltá che ha segnalato qualcuno sulla diversa platea elettorale.<br />
Non sono contrario alla election day perchè non possiamo diventare un seggio elettorale permanente, dove non si discute più e dove l&#8217;avversario &#8211; per una esasperazione della competizione interna &#8211; diventa il compagno di strada.</p>
<p>Quindi si tratta di capire come ci vogliamo arrivare al Congresso, poichè un Congresso non è di per se un fatto diviso, come d&#8217;altra parte una unitá costruita a tavolino sulle ambizioni e le paure degli uomini, o sulle loro carriere, non è in grado di reggere alla prima brezza e soprattutto non riuscirá ad incrociare le attese dei cittadini.<br />
Non dei nostri elettori, non solo dei nostri elettori, ma dei nostri elettori e dei cittadini che dobbiamo conquistare se vogliamo finalmente vincere.</p>
<p>Perchè in fondo questo è stato il nostro grande problema degli ultimi sei anni, quello di un partito che deve riuscire parlare all&#8217;intero paese ed essere in grado di interpretarlo senza per questo perdere la sua identitá.</p>
<p><a href="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/20130514-021024.jpg"><img class="alignnone size-full" alt="20130514-021024.jpg" src="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/20130514-021024.jpg" /></a></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Arriva in Consiglio Comunale la mozione per dire No al Progetto Eleonora</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 12:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Bravi. Determinati. Senza bandiere, salvo quella di chi vuole essere protagonista delle decisioni sullo sviluppo del suo territorio. Dalla parte di uno sviluppo sostenibile: sempre e comunque. &#160; Mozione firmata da: Valerio Spanu, Giuseppe Obinu, Mariangela Massenti, Mauro Solinas, Renato Piras, Maria Lucia Mocci, Alberto Granese, Roberto Martani, Stefano Mureddu. I sottoscritti consiglieri comunali, ai [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bravi. Determinati. Senza bandiere, salvo quella di chi vuole essere protagonista delle decisioni sullo sviluppo del suo territorio. Dalla parte di uno sviluppo sostenibile: sempre e comunque.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mozione firmata da: Valerio Spanu, Giuseppe Obinu, Mariangela Massenti, Mauro Solinas, Renato Piras, Maria Lucia Mocci, Alberto Granese, Roberto Martani, Stefano Mureddu.</p>
<p>I sottoscritti consiglieri comunali, ai sensi di quanto previsto dal Regolamento Consiliare, presentano la seguente mozione.</p>
<p>Premesso che:</p>
<p>- il progetto della SARAS S.p.A. denominato “Eleonora 01 DIR” prevede un’azione esplorativa, autorizzata dalla Regione, per la ricerca di metano nel territorio del Comune di Arborea, come parte di un territorio più vasto che si estende per 443 kmq. che interessa un quadrilatero comprendente i territori di Oristano, Cabras, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza, Siamaggiore, Solarussa, Arborea, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Terralba, San Nicolò D’Arcidano, Uras, Mogoro, Guspini;</p>
<p>- la SARAS S.p.A. intende procedere alla realizzazione di un pozzo esplorativo nel territorio del Comune di Arborea, a ridosso di una zona di particolare interesse ambientale (area SIC) e di un territorio che rappresenta un comparto produttivo di primaria importanza a livello zootecnico e ortofrutticolo, ittico e turistico-ambientale;</p>
<p>- il Consiglio Comunale di Arborea (con deliberazione n. 20 del 07.05.2012) e i Consigli Comunali di San Nicolò D’Arcidano (con deliberazione n. 30 del 11.06.2012), Marrubiu (con deliberazione n. 20 del 26.04.2012) Solarussa (con deliberazione n. 25 del 27.06.2012), Santa Giusta (con deliberazione n. 01 del 30.01.2013), Bauladu (con deliberazione del 28.03.2013), Silanus (con deliberazione del 29.04.2013) e successivamente gli Enti sovra comunali “Unione dei Comuni del Terralbese” (con proprio atto del 21.01.2013), “Unione dei Comuni dei fenici” (con atto del 06.03.2013), Unione dei Comuni della Planargia e del Montiferru Occidentale (con atto del 08.04.2013) hanno espresso parere non favorevole sul progetto, ribadendo il diritto delle Amministrazioni Comunali di programmare l’utilizzo dei rispettivi territori, opponendosi ad una iniziativa che si pone in modo speculativo, incontrollabile e dannoso rispetto agli interessi delle comunità locali, propedeutica all’installazione di un’industria di sfruttamento delle risorse ambientali che si ritiene incompatibile con la vocazione produttiva e con le caratteristiche paesaggistiche del territorio, con le sue tradizioni, con le potenzialità di sviluppo dell’area e delle comunità interessate;</p>
<p>- in senso negativo rispetto al progetto si sono espressi anche : la Cooperativa Assegnatari Associati Arborea, la Cooperativa Produttori Arborea, le Associazioni di categoria agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), il Comitato Civico “No al progetto Eleonora”, tanti singoli cittadini, tutti fortemente preoccupati delle ricadute negative sull’economia del territorio che il progetto comporta;</p>
<p>- in data 18.03.2013 su iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Arborea è stata indetta una pubblica Assemblea alla quale hanno partecipato l’ Amministrazione Provinciale, una decina di amministrazioni comunali, associazioni di categoria, rappresentanti delle aziende, associazioni, e diverse centinaia di cittadini di Arborea e dei territori limitrofi, oltreché il Comitato “No al progetto Eleonora” che in questi anni ha pazientemente, e con grande civiltà, tessuto la rete del dissenso verso il progetto con l’informazione e la mobilitazione; e che in tale occasione è emersa la unanime posizione contraria al progetto della SARGAS;</p>
<p>Tutto ciò premesso,</p>
<p>IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORISTANO</p>
<p>mentre esprime</p>
<p>parere NON FAVOREVOLE al progetto di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi presentato dalla SARAS spa, denominato “Eleonora 01 DIR”, escludendo ogni possibilità di trivellazione esplorativa nel Comune di Arborea ed esprimendo contrarietà alla possibilità che qualsiasi impianto di estrazione e stoccaggio di idrocarburi possa essere ubicato nel territorio del Comune di Oristano e dei Comuni citati in premessa,</p>
<p>impegna il Sindaco e la Giunta</p>
<p>a ribadire, in tutte le sedi, la contrarietà dell’Amministrazione Comunale di Oristano al progetto di trivellazione nel territorio di Arborea denominato “Eleonora 01 DIR”;<br />
a sostenere l’approvazione di una legge che impedisca, in tutto il territorio isolano, la trivellazione di pozzi per la ricerca e l’estrazione di gas e idrocarburi.</p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il principio di realtá, il Governo Letta ed il ritardo del Pd</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 01:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio amico Salvatore Multinu, commentando nel primissimo pomeriggio un mio post che richiamava la salita di Letta al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri, scriveva: prepariamoci alla serata del vilipendio su Facebook. In veritá non è stato esattamente così. Anche se su Facebook i toni sono sempre alti e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio amico Salvatore Multinu, commentando nel primissimo pomeriggio un mio post che richiamava la salita di Letta al<br />
Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri, scriveva: prepariamoci alla serata del vilipendio su<br />
Facebook.</p>
<p>In veritá non è stato esattamente così. Anche se su Facebook i toni sono sempre alti e spesso sguaiati.</p>
<p>Letta ha fatto il Governo, ha presentato la lista dei Ministri. Domenica giura e si insedia. Lunedi e Martedi il Parlamento gli accorderá la fiducia ed il Governo entrerá nella pienezza della sua funzione politica. Lunedì peraltro conosceremo nei dettagli obiettivi, programmi e scadenze del nuovo Esecutivo. Il mio giudizio ad oggi: sulla maggioranza che lo sostiene e sulla sua composizione.</p>
<p>Sulla maggioranza.</p>
<p>Vista la composizione parlamentare e verificata, sino alla prostrazione, l&#8217;indisponibilitá dei parlamentari grillini a rendere utili gli otto milioni di voti da loro presi per una prospettiva di governo, quella che si appresta a sostenere il Governo Letta era ed è l&#8217;unica maggioranza possibile. L&#8217;alternativa erano le elezioni immediate ancora col Porcellum ed il riproporsi della medesima situazione dopo il nuovo voto, chiunque ottenesse il premio alla Camera, salvo una pesante sconfitta nostra ed un successo ( tipo 2008 ) del centrodestra.</p>
<p>È vero che ciascuna delle tre grandi minoranze ha chiesto al corpo elettorale un voto per un governo diverso. Ma il voto degli elettori ha creato uno scenario diverso da quello auspicato. Che da subito è stato definito da molti, ed anche da me, in assoluto il peggiore che poteva capitare.<br />
Soprattutto per noi che siamo arrivati primi senza vincere le elezioni e che non potevamo disporre dell&#8217;opzione maggioranza o opposizione. Quella disponibile era infatti solo: governo o voto.<br />
Questo l&#8217;ha capito da subito il PDL, scegliendo ufficialmente la prima senza temere la seconda, e l&#8217;hanno capito da subito persino i grillini che, disinteressati ( e molto preoccupati dalle conseguenze) rispetto ad una prospettiva di governo, tenevano l&#8217;uscio aperto solo perchè qualcuno di noi provasse ad avvicinarsi, per serrarlo col passante non appena eravamo prossimi alla porta.<br />
Noi abbiamo fatto troppo tardi i conti col principio di realtá, che in politica invece non può mai essere rimosso, anche se non può essere mai l&#8217;unico principio che anima le scelte . Quando ormai eravamo esposti per aver ripetuto maldestramente troppe volte &#8220;MAI col PDL&#8221;, pur consapevoli che al voto non potevamo proprio andarci con questa legge elettorale.</p>
<p>Si aggiungano le pessime prove di noi stessi date in occasione della elezione del Presidente della Repubblica, dove abbiamo decapitato il Partito bruciando prima i due padri fondatori e poi costringendo alle dimissioni il Segretario Nazionale. Al ritardo politico rispetto al principio di realtá ha concorso in questo caso un mix di anarchia e di nuovo feudalisimo interno in vista di un Congresso che alla fine rischia di essere il funerale del Pd, anzichè la premessa di una nuova stagione. Parlamentari che annunciavano candidamente che non votavano le indicazioni democraticamente assunte nei gruppi ed altrettanti che nelle stesse adunanze le acclamavano e nel segreto dell&#8217;urna le contraddicevano. Un partito ridotto ad uno spazio  che cessa di essere soggetto politico, per dirla con la felicissima espressione di Bersani.</p>
<p>Insomma non abbiamo retto alla prima prova. Non abbiamo saputo dare palla. A quel punto solo la &#8220;spintanea&#8221; disponibilitá di Napolitano ha sbloccato la situazione ed ha evitato a noi la Caporetto. Ma la conseguenza di quella scelta era la nascita di un governo con il concorso delle due forze politiche che si erano dichiarate disponibili ad offrirlo al Paese, anche se in un contesto diverso. La sola prospettiva in campo da subito. La prospettiva che noi non abbiamo saputo riconoscere. Non c&#8217;è da stupirsi che questo abbia creato disorientamento tra i nostri elettori. Ed uso un eufemismo. Quel che non si comprende è come<br />
oggi &#8211; a governo fatto &#8211; ci sia ancora chi, parlamentare e /o dirigente, anzichè provare a spiegare le ragioni di una scelta obbligata ( anche per la nostra miopia), che ci espone tutti e ci impegna a dare seguito agli impegni di governo, mette in moto assurdi meccanismi di distinguo, se non di vera e propria contrapposizione interna , che rischiano di disintegrare il partito e mettere a rischio la proposta di governo che porta il suo nome.<br />
Perchè questo è esattamente ciò che un dirigente non può e non dovrebbe fare.</p>
<p>Composizione.</p>
<p>Sulla composizione del Governo, date le condizioni richiamate, Letta ha fatto un miracolo dimostrando di essere uno dei migliori politici della sua generazione. È riuscito ad evitare designazioni imbarazzanti, ha rinnovato con efficacia, ha favorito la presenza di figure politiche dialoganti, seppure di diversi schieramenti, insieme ad alcuni tecnici di grandi competenze e di assoluta affidabilitá. Una squadra che può e deve solo correre, che non ha un&#8217;intera legislatura davanti a se, ma che può portare a buon fine qualche scelta di natura economica indispensabile per poter acchiappare la ripresa e per poter riformare la politica.</p>
<p>E poi il voto, finalmente, dove poter scegliere per davvero e dove sono in campo le differenze.</p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Napolitano accetta il bis. Sesta votazione.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 13:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Napolitano accetta il bis. L&#8217;ultimo servizio al Paese. L&#8217;ultima supplenza ad una politica che definire pasticciona è solo un eufemismo. Con la destra in continua campagna elettorale che cerca di rimuovere nella pubblica opinione dieci anni devastanti, con un csx ridotto a tribù somale in una guerra civile senza esclusione di colpi, con un M5s [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Napolitano accetta il bis. L&#8217;ultimo servizio al Paese. L&#8217;ultima supplenza ad una politica che definire pasticciona è solo un eufemismo. Con la destra in continua campagna elettorale che cerca di rimuovere nella pubblica opinione dieci anni devastanti, con un csx ridotto a tribù somale in una guerra civile senza esclusione di colpi, con un M5s che ha paura della responsabilitá e della democrazia (quella vera e non web-guidata). E mi sia permesso un appunto al prof. Rodotá che stimo e che sarebbe stato, credo, un ottimo Presidente della Repubblica. Un suo passo indietro ieri prima della quarta votazione avrebbe reso possibile quello che invece sará impossibile. Perchè i numeri erano da subito chiari. Talvolta l&#8217;umiltá fatica a farsi strada laddove ogni tanto si annida la vanitá.<br />
Spero che questa pessima pagina della nostra vita istituzionale e politica si concluda quanto prima. Che questo Parlamento sia sciolto dopo aver riformato la legge elettorale. E che questo italia torni ad essere finalmente un Paese normale.</p>
<p><a href="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/20130420-152321.jpg"><img src="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/20130420-152321.jpg" alt="20130420-152321.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quei cento ladroni che ci stavano quotidianamente accanto.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 22:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Non riesco a raccontarvi cosa provo dentro, dopo quello che ho visto questa sera. Vi dico  che sto male anche fisicamente. A questo partito ho dedicato una parte della mia vita. Come tanti peraltro. Quello che è successo oggi è di una gravità inaudita. Cento parlamentari nel segreto dell’urna tradiscono un impegno  preso otto ore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco a raccontarvi cosa provo dentro, dopo quello che ho visto questa sera.</p>
<p>Vi dico  che sto male anche fisicamente.</p>
<p>A questo partito ho dedicato una parte della mia vita. Come tanti peraltro.</p>
<p>Quello che è successo oggi è di una gravità inaudita.</p>
<p>Cento parlamentari nel segreto dell’urna tradiscono un impegno  preso otto ore prima.</p>
<p>Di prima mattina acclamano. Nel pomeriggio segano, nascosti sotto una tenda. Come dei ladri ci rubano il nostro consenso.</p>
<p>Uno su quattro dei nostri Grandi elettori. Ed in quel “Grandi” c’è tutta l’ironia della parola.</p>
<p>Cento parlamentari che rappresentano anche me.</p>
<p>Che sono stati nominati, ma non votati.</p>
<p>Il cui comportsmento oscilla a metà strada tra l’anarchia e la cambiale da onorare al proprio <i>designatore</i>.</p>
<p>Non solo franchi tiratori. Qualcosa di più. Qualcosa di peggio.</p>
<p>Hanno colpito al cuore il Partito che ha dato loro l’opportunità di servire il Paese. E non hanno capito che cosi facendo hanno procurato un danno incalcolabile al Paese.</p>
<p>Hanno umiliato la sua <i>anima</i>, il padre fondatore dell’Ulivo. Neppure Berlusconi ci era mai riuscito. Invece loro si.</p>
<p>Quell’uomo che per ben due volte ha sconfitto il costume berlusconiano che nel frattempo si sedimentava in Italia.</p>
<p>Hanno provato a cancellare la ragione sociale dei Democratici. Senza successo.</p>
<p>perchè comunque il Pd non è morto, anche se il colpo ha raggiunto il bersaglio; anche se l’ha violentemente tramortito, non permettendogli più di respirare autonomamente . Costringendolo alla rianimazione.</p>
<p>Bersani si è dimesso un ora fa . E dargli torto è impossibile, al di lá delle sue responsabilitá. Che pur ci sono.</p>
<p>Quel che è successo oggi non poteva reggerlo nessuno. E non bastavano le scuse a Prodi ed al popolo democratico.</p>
<p>Non gioisco della sua scelta e mi sento invece di ringraziarlo.</p>
<p>Io non strapperò la tessera del Pd, pur avendo una voglia matta di dare a tutti costoro una grande calcio nel sedere ed urlare a squarciagola al mondo : siete imbecilli e vigliacchi!</p>
<p>E nonostante l’amarezza, ed il dolore per quel che sto provando,  continuerò,  insieme a tanti altri,  a rianimarlo questo Partito. Se necessario bocca a bocca. Proprio come si fa quando una vita può dipendere anche semplicemente da un nostro alito.</p>
<p>Perché  non ci rinuncio alle mie idee, perché le idee sono una parte importante della mia vita.</p>
<p>E la mia vita non la butto via a causa di cento ladroni che non ho saputo riconoscere, anche se mi stavano quotianamente accanto.</p>
<p>Credo nel Partito Democratico. Ci ho sempre creduto anche quando ancora non c&#8217;era. E voglio bene al mio Paese.</p>
<p>E vorrei dire ai nostri ragazzi: vale la pena di presidiarlo il Pd . Con la presenza e con l&#8217;impegno. Con il rigore della propria vita e  con la generosità del proprio tempo. Anche quando l&#8217;attenzione non è ricambiata con la stessa intensità. Perchè succede anche questo e ci vuole pazienza.</p>
<p>E si dovrà fare ogni giorno.</p>
<p>Perché per sua nautura un soggetto autenticamente riformatore non sarà mai in sicurezza una volta per tutte.</p>
<div class='wb_fb_comment'><br/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Progetto Eleonora. Anche la Chiesa Arborense al fianco delle persone che vivono nel territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 22:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[“La comunità diocesana arborense, in fedeltà all’insegnamento della Chiesa, e in modo particolare di Benedetto XVI e Francesco, segue con interesse tutte le iniziative che tutelano il territorio e, allo stesso tempo, promuovono lo sviluppo sociale e economico della nostra popolazione. Perciò, essa, nel pieno rispetto delle competenze delle istituzioni che amministrano il bene comune, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“La comunità diocesana arborense, in fedeltà all’insegnamento della Chiesa, e in modo particolare di Benedetto XVI e Francesco, segue con interesse tutte le iniziative che tutelano il territorio e, allo stesso tempo, promuovono lo sviluppo sociale e economico della nostra popolazione. Perciò, essa, nel pieno rispetto delle competenze delle istituzioni che amministrano il bene comune, sente il dovere di fare presenti alcuni criteri morali per l’orientamento delle scelte operative nella ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel comune di Arborea e negli altri comuni della Provincia”.</p>
<p>“Alla base di questi criteri c’è innanzitutto il rispetto delle persone che vivono il territorio. Nel caso specifico, perciò, dell’autorizzazione della Saras a effettuare trivellazioni nel territorio di Arborea, gli Arborensi sono i primi interessati a non subire gli eventuali danni di qualsiasi genere, che provengono dall’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi”.</p>
<p>“E’ necessario, in secondo luogo, fare uno studio attento e oggettivo di fattibilità per esaminare costi, ricavi e rischi dell’estrazione del gas metano, onde consentire a tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente di conoscere i termini del problema e, conseguentemente, di fare le scelte che si ritengono più giuste e appropriate nell’interesse dell’intera comunità regionale”.</p>
<p>“Nel compiere queste scelte, in terzo luogo, bisogna ovviamente tener conto che l’industria agroalimentare del territorio arborense, usufruendo di un territorio ancora incontaminato, ha garantito sinora e può garantire in futuro sia il benessere delle popolazioni locali sia l’esportazione del marchio di qualità dei suoi prodotti nell’isola e nel continente”.</p>
<p>“La comunità diocesana, infine, ribadisce la convinzione che le risorse del suolo sardo sono primariamente a beneficio degli stessi sardi. I doni preziosi della natura e dell’ambiente, quindi, devono servire soprattutto a creare benessere materiale per le nostre popolazioni e posti di lavoro sicuri per i nostri giovani. Solo se i sardi resteranno protagonisti del loro sviluppo sociale ed economico, si impediranno la devastazione del territorio e le forme dirette o indirette di sfruttamento industriale a prevalente vantaggio esterno”.</p>
<p><a href="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/20130411-001207.jpg"><img src="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/20130411-001207.jpg" alt="20130411-001207.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Nessuno escluso</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 06:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<category><![CDATA[federazione provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[Oristano]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo anche oggi le dichiarazioni di Gianvalerio Sanna. E ovviamente me ne rammarico. Perchè sono quelle di un amico con cui da sempre faccio un percorso politico comune. Resto fedele alla regola che mi sono imposto e non replicherò alle sue affermazioni per non alimentare una polemica che ritengo assolutamente inutile. Voglio dire solo che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo anche oggi le dichiarazioni di Gianvalerio Sanna. E ovviamente me ne rammarico. Perchè sono quelle di un amico con cui da sempre faccio un percorso politico comune. Resto fedele alla regola che mi sono imposto e non replicherò alle sue affermazioni per non alimentare una polemica che ritengo assolutamente inutile.<br />
Voglio dire solo che nessuno deve sentirsi escluso perchè nessuno potrá mai essere escluso nel rispetto delle regole. Almeno fino a quando sarò chiamato ad esercitare questa funzione all&#8217;interno del Pd. La stessa Segreteria è in parte ancora in fieri, come accennato in Direzione. Perchè questo è il momento dell&#8217;unitá ed è necessario che i territori siano rappresentati con tutte le loro sensibilitá. Il confronto interno non ha mai una scadenza, è regolato dal principio democratico e deve favorire una sintesi e mai l&#8217;immobilismo, impegnando poi tutti sulle decisioni finali. Che si assumono negli organismi nella chiarezza delle posizioni e nell&#8217;assunzione della responsabilitá di ciascuno. Ci attende nei prossimi mesi un percorso breve ma intenso che ci accompagnerá verso la stagione dei Congressi. Dobbiamo preparaci ad una sfida elettorale decisiva per la Sardegna e probabilmente ad nuova competizione per il rinnovo del Parlamento ed il Governo del Paese.<br />
Ed anche per questo motivo abbiamo bisogno di tutti, nessuno escluso.</p>
<p><a href="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/20130410-084859.jpg"><img src="http://www.giannisanna.it/wp/wp-content/uploads/2013/04/20130410-084859.jpg" alt="20130410-084859.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>A proposito dell&#8217;articolo della Nuova di oggi.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 11:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggo sulla Nuova di oggi, nella pagina della cronaca locale, l’articolo dal titolo “Pd, l’opposizione incalza il Segretario”, dove il cronista prova a descrivere la situazione che &#8211; a suo avviso -  segnerebbe attualmente  i rapporti all’interno del Partito Democratico nella provincia di Oristano. Intuisco peraltro che lo spunto sia stato offerto dal dibattito sviluppatosi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo sulla Nuova di oggi, nella pagina della cronaca locale, l’articolo dal titolo “<em>Pd, l’opposizione incalza il Segretario</em>”, dove il cronista prova a descrivere la situazione che &#8211; a suo avviso -  segnerebbe attualmente  i rapporti all’interno del Partito Democratico nella provincia di Oristano.</p>
<p>Intuisco peraltro che lo spunto sia stato offerto dal dibattito sviluppatosi nel corso dell’ultima Direzione Provinciale, alla quale evidentemente il giornalista non ha presenziato.</p>
<p>Ognuno fa il suo mestiere e quindi me ne guardo bene da  appuntare qualcuno.</p>
<p>Mi preme fare solo qualche precisazione.</p>
<p>La <em>prima</em> riguarda il mio atteggiamento nei confronti delle posizioni altrui, che ho l’abitudine di ascoltare e rispettare anche nel caso non dovessero coincidere interamente con le mie. Che comunque mi interpellano e sulle quali rifletto sempre, anche quando risultassero minoritarie. A maggior ragione se espresse all’interno di un partito in cui si condivide <em>un’esperienza comune</em> e dove personalmente nutro il sentimento dell’amicizia verso tutti.  Meno che mai potrei, per carattere ed anche per educazione personale, farmi  <em>“una risata”</em> circa le opinioni e le posizioni che altri decidessero di esprimere o di assumere  su un determinato argomento o su una particolare vicenda.</p>
<p>La<em> seconda</em> attiene alla mia posizione all’interno del partito. Dopo le <em>“parlamentarie”</em>,  ho avvertito l’esigenza di verificare se fosse venuto meno il <em>rapporto fiduciario</em> che legittima ovunque l’esercizio dei ruoli di responsabilità e di rappresentanza . A maggior ragione in un partito come il Pd, la cui ragione sociale si richiama esplicitamente alla stessa parola “<em>democratico</em>”. Ho sentito il dovere di farlo perché c’è stata una competizione interna per il posizionamento nelle liste per la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica.  E perché vi è stata qualche tensione, determinata probabilmente dalla novità dello strumento.  Mi è sembrato di riscontrare che per la grande maggioranza dei dirigenti questo rapporto di fiducia politica non fosse venuto meno. E solo per quel motivo non ho rassegnato le dimissioni e sono rimasto al mio posto, non risparmiando un minuto del mio tempo alla campagna elettorale ed alla attività politica. Come è doversoso oltrechè necessario per qualsiasi militante. Non da solo, ma insieme a tutti i dirigenti.  Naturalmente esistono dentro il Partito Democratico, a tutti i livelli, le procedure  perché il venir meno del rapporto fiduciario possa essere sempre esplicitato. Procedure accessibili a chiunque, benchè apparentemente minoritario, ed utilizzabili in qualsiasi momento. E rispetto alle quali non possono esserci  “<em>lepri che fuggono e cani che danno la caccia</em>”. Non si può ricoprire un ruolo in oltraggio al principio democratico neppure per un secondo. Vale per tutti, certo vale per me.</p>
<p>La <em>terza</em> ed ultima precisazione attiene alla mia riflessione in Direzione Provinciale sugli esiti del voto di febbraio, per la quale rimando alla mia <a href="http://www.pdoristano.it/?p=3853">relazione pubblicata </a>in versione integrale e non corretta nel sito del Pd di Oristano.  Magari si può non condividerla ma è quella e non altra. Poi ognuno può decidere davanti alla complessità delle cose di guardare &#8220;<em>il dito e non la luna&#8221;</em>: resta ovviamente una scelta personale.</p>
<p><em>Infine</em> nel nostro Partito gli organismi si riuniscono costantemente. Dibattono, talvolta in maniera accesa come deve essere quando ci sono posizioni differenti. Provano a trovare una sintesi . Spesso ci riescono. Ed alla fine votano perché la posizione prevalente diventi la posizione di tutti.</p>
<p>La democrazia funziona così. Non escludo che talvolta questi meccanismi evidenzino qualche limite. Ma non conosco altro sistema migliore.</p>
<p>Ora si tratta di proseguire il cammino per il tempo che ci sarà dato. Con la passione del primo giorno e con la serenità dell’ultimo.</p>
<p>L’agenda politica dei prossimi mesi ci avverte che non sarà proprio una passeggiata.</p>
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		<title>Agire nella diversità. ( Pasqua 1977)</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 00:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo bellissimo articolo di Aldo Moro, voglio augurare a tutti una Santa Pasqua di Resurrezzione. Che il suo significato possa accompagnare ogni giorno della nostra esistenza. di Aldo Moro. Le feste cristiane conservano, anche in una società largamente laica, il potere di commuovere gli animi e predisporre ad una considerazione più attenta delle cose. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Con questo bellissimo articolo di Aldo Moro, voglio augurare a tutti una Santa Pasqua di Resurrezzione. Che il suo significato possa accompagnare ogni giorno della nostra esistenza.<br />
</strong></p></blockquote>
<p><em>di Aldo Moro.</em></p>
<p><em></em>Le feste cristiane conservano, anche in una società largamente laica, il potere di commuovere gli animi e predisporre ad una considerazione più attenta delle cose.</p>
<p>La Pasqua evoca la redenzione dell’uomo, che è in fondo la meta di ogni sforzo morale e di ogni impegno politico. Se la redenzione è l’affermazione di un valore fuori discussione e perciò, in sé, perfetta e compiuta, molti disegni di vita individuale e sociale sono invece in via di faticosa attuazione ed incontrano difficoltà gravi e talvolta insuperabili. Ma il principio resta, illuminante e stimolante.</p>
<p>Il significato di questa giornata è nel riscontrare che, in modo mirabile e misterioso, vi sono oggi, vi sono ora tutte le condizioni, perché l’uomo sia salvo, salvo per tutta intera l’estensione dell’esperienza umana.</p>
<p>E’ un giorno di gioia, perché la salvezza è alla nostra portata. Ma è anche un giorno di preoccupazione, di critica e di ripensamento nel raffronto tra l’enorme possibilità offerta ed il ritardo, la limitatezza, la precarietà di ogni conquista umana; tra il bene dell’armonia e della pace, il quale contrassegna la pienezza della vita, e la realtà delle divisioni che separano l’uomo dall’uomo e lacerano il mondo.</p>
<p>La storia sarebbe estremamente deludente e scoraggiante, se non fosse riscattata dall’annuncio, sempre presente, della salvezza e della speranza. E non parlo naturalmente solo di salvezza e di speranza religiose. Parlo, più in generale, di salvezza e di speranza umane che si dischiudono a tutti coloro che hanno buona volontà. La gioia pasquale, della redenzione dell’uomo, della pienezza dell’uomo, della comune dignità e concordia degli uomini che sono chiamati a vivere insieme, non lascia nessuno indifferente, proprio perché essa corrisponde ad una esperienza più larga e costituisce il simbolo altamente emotivo della generale vocazione ad andare al di là comunque di se stessi e a dare senso più pieno e autentica dignità alla vita.</p>
<p>L’esperienza politica, come esigenza di realizzare la giustizia nell’ordine sociale, di superare la tentazione del particolare, per attingere valori universali, è coinvolta dunque nello sforzo di fare, mediante il consenso e la legge, l’uomo più uomo e la società più giusta. Il che vuol dire perseguire, con gradualità e limiti certo inevitabili, la salvezza annunciata, ad un tempo luminosamente certa e paurosamente lontana.</p>
<p>Questo può essere forse un rasserenante richiamo in una giornata come questa. Tutto quello che si muove nel mondo, sia nel chiuso insondabile delle coscienze sia nella grande arena del collettivo e dell’esterno, ha la stessa molla che lo muove, la stessa difficoltà che lo mette alla prova, lo stesso sforzo e sacrificio che lo contrassegna, la stessa nobiltà di un traguardo esaltante.</p>
<p>Possiamo tutti insieme, dobbiamo tutti insieme sperare, provare, soffrire, creare, per rendere reale, al limite delle possibilità, sul piano personale come su quello sociale, due piani appunto che si collegano e si influenzano profondamente, un destino irrinunciabile che segna il riscatto dalla meschinità e dall’egoismo.</p>
<p>In questo muovere tutti verso una vita più alta, c’è naturalmente spazio per la diversità, il contrasto, perfino la tensione. Eppure, anche se talvolta profondamente divisi, anche ponendoci, se necessario, come avversari, sappiamo di avere in comune, ciascuno per la propria strada, la possibilità ed il dovere di andare più lontano e più in alto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La diversità che c’è tra noi non ci impedisce di sentirci partecipi di una grande conquista umana.</p>
<p><strong>Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo.</strong></p>
<p>La pace civile corrisponde puntualmente a questa grande vicenda del libero progresso umano, nella quale rispetto e riconoscimento emergono spontanei, mentre si lavora, ciascuno a proprio modo, ad escludere cose mediocri, per fare posto a cose grandi.</p>
<p>Il motivo che più amareggia ed offusca la speranza di questi giorni è la constatazione non tanto della divisione, quanto di una divisione sottolineata e difesa dalla forza brutale ed ingiusta; della violenza aperta e di quella paurosamente tramata nell’ombra e non per contrastare altra violenza cristallizzata e potente, ma proprio per contestare la libertà, nella quale si cammina verso il superamento di un passato finito e l’apertura di nuovi e più ampi orizzonti.</p>
<p>C’è, soprattutto in questi giorni, del male personale e sociale da sradicare, del bene, visibile o, com’è più probabile, non visibile da esaltare.</p>
<p>Ma c’è, in tutta evidenza, lo squallido spettacolo della violenza, sempre meno episodico, purtroppo, sempre più finalizzato alla degradazione ed all’imbarbarimento della vita, di fronte al quale è nostro dovere prendere posizione. Ne sono corrose le basi della convivenza civile ed è messo in causa lo Stato.</p>
<p>Restaurare lo Stato, rispettoso dei diritti ma intransigente contro ogni violazione e specie quelle che toccano la vita democratica, è un’inderogabile esigenza politica, da attuare con il minor numero possibile di parole ed invece con fatti stringati, come i tempi stringenti richiedono.</p>
<p>Si chiamano in causa utili convergenze delle forze politiche sulle quali è doveroso portare l’attenzione con grande serietà e responsabilità. Ma tutto questo non sarebbe appropriatamente evocato nel giorno di Pasqua, mentre la gioia della liberazione è fortemente attenuata da incredibili contestazioni dei valori della convivenza, se si trattasse solo di un fatto politico che richieda un attento ripensamento nel suo proprio ambito.</p>
<p>Ma c’è di più, che siamo posti dinanzi ad un fatto allarmante che va cancellato essenzialmente nel nostro spirito; un segno vistoso di quella inammissibile vecchiezza, di quella insopportabile stortura, di quell’offesa all’umanità, per sradicare le quali, tra l’altro, è stato pagato un così alto riscatto e reso possibile un consolante annuncio di salvezza, di dignità, di libertà e di pace.</p>
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		<title>La Costituzione sospesa. Almeno per ora.</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 18:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si sa bene cosa debbano fare. Ma questi sono i saggi di cui si dovrebbe avvalere il Capo dello Stato, o il prossimo Presidente del Consiglio&#8230;. Nel primo gruppo, di carattere politico-istituzionale ci sono: il prof. Valerio Onida, il sen. Mario Mauro, il sen. Gaetano Quagliariello e il prof. Luciano Violante. Nel secondo, dal [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non si sa bene cosa debbano fare.<br />
Ma questi sono i saggi di cui si dovrebbe avvalere il Capo dello Stato, o il prossimo Presidente del Consiglio&#8230;.<br />
Nel primo gruppo, di carattere politico-istituzionale ci sono: il prof. Valerio Onida, il sen. Mario Mauro, il sen. Gaetano Quagliariello e il prof. Luciano Violante.<br />
Nel secondo, dal profilo economico-sociale: il prof. Enrico Giovannini, presidente dell&#8217;Istat, il prof. Giovanni Pitruzzella, presidente dell&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato; il dottor Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d&#8217;Italia, l&#8217;on. Giancarlo Giorgietti e il sen. Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e il ministro Enzo Moavero Milanesi.<br />
Boh&#8230;.<br />
Nel frattempo c&#8217;è il Governo che governa ( senza la fiducia del nuovo Parlamento) ed il Parlamento che legifera senza alcun organo di direzione politica e senza poter espletare la sua funzione legittimante del poter esecutivo. Come avviene nelle democrazie parlamentari.<br />
La Costituzione sospesa. Almeno per ora.</p>
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