Il prezzo che si paga per essere uomini liberi
Visualizzazioni: 355Postato da Gianni il 25 febbraio, alle ore 23 : 21 PM Stampa
Propongo ai lettori del Blog questo post di Gianvalerio Sanna, che ha visto la luce oggi a seguito di un articolo pubblicato dall’Unione Sarda dopo che un eguale commento era apparso qualche giorno fa su una rivista online che annovera nel suo comitato di redazione esponenti del mio partito.
Senza esitazioni io sto dalla parte di Gianvalerio. Con convinzione. Quasi a voler riffermare, gridandolo, che ci sono uomini e donne che fanno politica senza dimenticarsi di essere innanzitutto uomini comuni, cittadini qualunque. Che quando intervengono ad un incontro non si mettono in mostra comunque; che quando presenziano all’eucarestia domenicale non si fanno riservare il posto nella prima bancata; che quando partecipano ad un concorso non si vergognano di farsi selezionare con un test come altre migliaia di cittadini; che pensano che la politica sia un incidente, benchè importante della loro vita, ma che poi la loro vita prosegue normalmente nel calore degli affetti e nelle soddisfazioni del proprio lavoro; che proprio per questo sono sempre liberi nei pensieri che comunicano e nelle azioni che compiono, acquistandone e certo non perdendo in autorevolezza personale. Autorevolezza che non viene scalfita neppure di striscio da assist di questo tenore. Assist di cui non posso andare fiero come cittadino e come democratico. Come Democratico.
Non c’è nulla di moralmente inaccettabile nel partecipare ad una selezione per un posto di Dirigente nell’Amministrazione Regionale e di farsi giudicare attraverso un lettore ottico come capita a tutti coloro che si imbattono in queste procedure. Che in fondo altro non sono se non le procedure normali di accesso alla Pubblica Amministrazione. Da uguali si concorre, senza privilegi e senza corsie preferenziali. Niente a che a vedere con altre storie come quelle che ho provato a descrivere in un mio post di qualche giorno fa dal titolo “L’accesso negato“. Forse per quel caso un assist sarebbe stato opportuno, perchè in quel caso la politica è stata silente e per molti versi connivente. Da vergognarsi. Si, lì proprio da vergognarsi.
Gianvalerio tira dritto. E continua a tenere la schiena dritta, come hai sempre fatto. Sono assai di più gli intelligenti degli sciocchi. Capiranno.
di GianValerio Sanna*

Puntuale come un congegno a orologeria, il giorno dopo la discussione della mozione sugli affari immobiliari della Giunta Cappellacci, di cui sono stato relatore in Aula, “L’Unione Sarda”, giornale sempre più inguardabile, ha innescato e fatto esplodere la rappresaglia con un articolo su aspetti personali, in violazione della privacy, e con il solo intento di infamare chi non è “servo” degli attuali padroni della Sardegna. L’infamia sta con gli infami: è la legge di questo momento storico e bisogna rassegnarsi. Ancora più grave è il fatto che chi ha iniziato, e non da oggi, a insultare chi non è in linea con il malaffare o con le trasversalità interessate della mia parte politica è un sito incaricato di delegittimare “gli scomodi”, sito guidato e sponsorizzato da appartenenti al mio partito, che esibiscono perfino e vergognosamente il simbolo del PD, e per i quali provo solo un sentimento di pietosa commiserazione. Dopo il fuoco “amico”, ecco alcuni giorni dopo il fuoco nemico, puntuale e miserevole nella sua pretesa di rendere un’informazione indipendente. Lo scandalo, per il quotidiano della Giunta regionale, sarebbe dunque aver partecipato a un concorso? Ebbene sì. Rivendico la libertà di qualunque altro cittadino: ho partecipato a una selezione (e non a un concorso) per l’ammissione al concorso per dirigenti, avendo i requisiti, i titoli e la libertà di farlo. Ho voluto fare un’esperienza uguale a tanti altri cittadini normali, senza peraltro avere alcuna pretesa di poter riuscire, perché antepongo sempre il mio dovere quotidiano a qualunque altra attività. L’ho fatto perché non ho nessuna incompatibilità, non ho ritenuto neppure di informarne i miei familiari, e penso ogni giorno che la politica è solo una parentesi nella vita e che è necessario pensare che finirà e bisognerà, dunque, tornare al proprio lavoro. L’ho fatto ancora perché non ho mai pensato alla mia carriera lavorativa utilizzando leggi ad personam, come negli anni passati hanno fatto tanti dirigenti di enti e della Regione che sono diventati tali per legge e non per concorso. L’ho fatto perché quando ero al Governo regionale ho rinunciato più volte a sostenere concorsi nel mio ente, persino potendo usufruire della riserva di legge, perché ho inteso far prevalere il senso delle istituzioni e la mia formazione morale rispetto a qualunque possibile vantaggio. Ma agli infami non interessano né i valori né i principi. Essi ragionano solo di affari e di privilegi, spesso o quasi sempre sulle spalle dei cittadini onesti, e quando non sono al potere amano formare congreghe di collaborazionisti, per servirsi alla tavola imbandita di chi comanda. Sono quelli che non pensano che le diversità siano una risorsa, ma roba da combattere, anche se ha la stessa tua maglietta. Dopo questo ulteriore atto di viltà mi sento nettamente più rafforzato nell’idea che, per essere autentici servitori dei sardi, è fondamentale essere uomini liberi, a qualunque prezzo, anche a quello che i potenti di oggi hanno pensato di somministrarmi. Peccato per loro! Sono libero e resterò libero di dire quello che penso e, soprattutto, quello che riterrò giusto nell’interesse generale dei sardi. Purtroppo questa esperienza di centrodestra gode di evidenti protezioni nella informazione, perché chi fa certa informazione fa anche altro, e, dunque, per questi l’informazione racconta ai sardi non la verità, ma la falsa rappresentazione della realtà, così da distrarre la società mentre, all’incasso delle cambiali elettorali, qualcuno lucra sulla pelle e con i denari dei sardi. La cornice che tiene insieme questo sistema ha più listelli, e perciò Cappellacci ha un bel da fare per tenere insieme il quadro, ed è per questa ragione che in un anno di governo non ha combinato nulla e ha raccolto solo figuracce. A posteriori sono contento persino di non aver superato la prova selettiva, perché non mi sarei mai perdonato se gli “infami del quartierino degli affari” avessero anche solo potuto sospettare che avessi ottenuto quel risultato con il sistema a loro ben noto, ovvero con la disonestà!
dal sito www.gianvaleriosanna.it
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Bruno, 6 meses fa
Oggi scrive di essere un uomo libero: direi che, di fronte a Soru, di libero Gianvalerio in 5 anni non ha mai avuto nulla. Ha sempre ubbidito e abbassato lo sguardo davanti a quel Presidente che nel corso della campagna elettorale del 2004 attaccò in modo feroce. La libertà con quel concorso non c’entra nulla. Il problema è un altro: la sua presenza in quel concorso era inopportuna. E ad ogni modo, caro gianvalerio, prima di andare a un concorso studia. Perchè si sa, quella non era la tua materia, quindi non si capisce cosa ci facevi lì. Non ho mai visto un ingegnere che partecipa a un concorso giuridico-amministrativo. Ecco da dove arrivano i dubbi. Ma per favore non parli di libertà: gli stessi colleghi di Giunta lo chiamvano: “l’assessore tappetino. ma ripeto non è questo il problema. Doveva evitare di esporre se stesso e il partito che rappresenta a una figura barbina, anche per il ruolo istituzionale che ricopre. La sua giustificazione mi sembra ridicola perchè richiama a motivazioni politiche. qui di politicio non c’è nulla. Chiedere ai partecipanti “letteralemnte basiti” per quella presenza.
claudia gnani, 6 meses fa
forza Gianvalerio, come diceva qualcuno, non ti curar di loro, ma guarda e passa,sono esseri di infima lega dai quali non ci si può aspettare niente di buono
Umberto Perra, 6 meses fa
Ho appreso la notizia dall’Unione Sarda e la sera stessa ho notato la striscia lasciata sulla mia home page dagli ” amici ” di Rosa Rossa. Anche se il mio amico non li ha mai nominati, io non ho paura di dire che sono la parte marcia del nostro partito, solo perchè sono rimasti fermi ai blocchi di partenza prima della nascita del PD e pretendono di portare dentro il ns. partito il loro vecchio sistema che era ancora più vecchio di loro e che proveniva dalla D.C. e dal P.C.I. di cui la loro maggior parte proviene. Possibile che ancora oggi, nel 2010, non si siano accorti che il tempo è passato, che la gente ci snobba, non vuol sentire parlare di noi e non si siano mai domandati il perchè?, Forse perchè i loro referenti sono soltanto i loro amici o quelli che sono saltati sul loro carro per fare numero? Mi spiace che una semplice aspirazione di un amico di voler tentare di migliorare il proprio futuro lavorativo, anche perchè è cosciente che non potrà fare il Consigliere Regionale per sempre, come ha fatto qualcuno degli avversari,sia stato beffeggiato in maniera stupida e meschina, e questo gesto sia stato fatto da un giornalino online che si proclama come redazione di notizie del Partito Democratico e che ogni giorno dimostra di essere letteralmente di parte e non nello spirito del rinnovamento voluto dagli iscritti, ma rimane una congrega riservata ai soliti noti che si credono intoccabili e con sfacciataggine credono di poter continuare a prendere per il c..o il resto del Partito. Stiamo attenti, amici e compagni, che così non si va da nessuna parte, anzi continuiamo a farci male tra noi ed a distruggerci. Meditate gente.Il giorno che ci romperemo le p…e verremo a fare come fece un mio carissimo Amico , verremo a buttare fuori dal partito i vostri banchetti di cambiavalute e di venditori di polli con fumo ed arrosto, anche perchè ancora vi siete permessi di scambiare la Casa di tutti come Cosa Nostra. E cosa molto strana, il Segretario Regionale del Partito continua a stare dalla vostra parte! Ma non ha ancora capito neppure lui che è il Segretario di tutti e non di una sola parte?
marco piras, 6 meses fa
Vorrei fare qualche considerazione su ciò che ha scritto tale, oscuro, Bruno. Dire che gv attaccò soru durante la campagna elettorale è pienamente falso, gv pose dei punti esclamativi sulla candidatura di soru da segretario della margherita. Fu poi soru a voler incontrare, impressionato dalle continue sollecitudini che compagni di partito e altri facevano, gv, un sabato mattina, (fui testimone diretto della telefonata). incontro che si consumò in un baretto a s.giovanni di sinis. Soru, conoscendolo, lo volle con se in giunta. Per quanto riguarda “Ha sempre ubbidito e abbassato lo sguardo davanti a quel Presidente” è un’altra falsità, basta vedere cosa pensano, e cosa hanno dichiarato pubblicamente, gli altri assessori della giunta soru. Ma veniamo al nocciolo della vicenda” la sua presenza in quel concorso era inopportuna “ . perché?: ha usufruito di particolari privilegi?, come quelli che avrebbe potuto avere quando era assessore?. Non aveva i requisiti? Poi “gli stessi colleghi di Giunta lo chiamavano: “l’assessore tappetino” falso, veniva definito in maniera più colorita “ culo di pietra” perché non mancava mai ad una seduta, che vergogna, vero?.
Ancora “Doveva evitare di esporre se stesso e il partito che rappresenta a una figura barbina” credo che la figura eccellente gv la faccia in consiglio, vada a chiedere quello che e successo ieri, come del resto in altre circostanze, dopo il suo intervento, chieda se i suoi compagni di partito si sono vergognati o sono andati a complimentarsi. fuori è un libero cittadino che fa scelte, condivisibili o meno, in assoluta libertà. Caro bruno se sei cattolico, ti rimane solo una cosa da fare, vai a confessarti, chiedi perdono per le tue bugie e per la tua invidia, ma soprattutto informati meglio.
Gianni, 6 meses fa
Per Marco: temo che se il nostro “Bruno” fosse un cattolico ritengo che la terapia della confessione e della penitenza non produca risultato alcuno… Alla fine si confida sempre dulla infinità bontà del Padre ed il peccato lo ricommette puntualmente