Umiliati gli onesti. Spiazziamoli
Visualizzazioni: 588Postato da Gianni il 7 marzo, alle ore 09 : 54 AM Stampa
di Concita de Gregorio.

Il partito del fare e del malaffare, del fare un po’ come gli pare – dell’abuso e del condono, del sopruso e del perdono, della cricca che sono – ha digrignato i denti e sfoderato braccia tese, ha minacciato mostrando la bava, «non ci fermeremo davanti a niente», poi ha fatto la voce sottile e il pianto da vittima quando del danno era artefice. Ha infine preteso, battendo i pugni, di cambiare le regole in corsa. Prima della Costituzione (articolo 72, nessun decreto in materia elettorale) ha infranto, gettandolo a terra tra risa di disprezzo, quel che resta del senso dello Stato. Ha insultato milioni di persone per bene che vivono ogni giorno nel rispetto delle regole pagandone il prezzo. Li ha – ci ha – resi ridicoli, sudditi a capo chino di un tiranno. Costoro, le persone per bene, sono furibonde ed hanno ragione: chi sta in fila a affoga tra le carte per un permesso di soggiorno, un’iscrizione a scuola, un concorso, un bollo scaduto, il rinnovo di un contratto, una concessione edilizia avrà da oggi la possibilità di sanare per decreto irregolarità burocratiche e ritardi? Certo che no. Eppure ciascuna di queste regole da rispettare corrisponde ad un diritto. Il diritto alla cittadinanza, all’istruzione, al lavoro, alla casa. Si potrà dire, da domani, che dovendo scegliere tra un ritardo nell’iscrizione a scuola e il diritto ad andarci prevale il secondo? No. Chi ritarda di mezz’ora sarà escluso. L’elasticità vale solo per chi può imporla con l’abuso. Dunque gli italiani onesti sono furenti: se fosse accaduto alla sinistra avremmo avuto un decreto del governo? Difficile. Pagheranno una multa i ritardatari come si paga la mora sulle bollette? Non sembra proprio. La regola vale per il deboli, l’arbitrio per i forti. Forse Milioni quello del panino è stato radiato dal Pdl per manifesta incompetenza? No, lo si è visto anzi in queste notti dalle parti di Palazzo Chigi. Dunque era un disegno, l’ennesima furbizia per alzare fumo? Che triste giorno, il 5 marzo. Un nuovo 8 settembre, scriveva ieri Alfredo Reichlin. «Fino a che punto siamo consapevoli che l’Italia è arrivata all’appuntamento con la storia?». Ecco, lo siamo?
Il presidente della Repubblica ha agito, si deduce dalle sue parole, secondo la logica del male minore: tra i due beni – il rispetto delle norme e il diritto dei cittadini a votare – ha scelto il secondo. Una scelta di quelle in cui si perde comunque. L’astuta truffa – il quesito del premier – era questo: o la democrazia o la legge. Ma la democrazia e la legge sono la stessa cosa, solo la banda di governo crede di no. Napolitano ha agito anche per timore delle conseguenze possibili: chiede che «tutti si rendano conto» dell’acuirsi di tensioni «non solo politiche ma istituzionali». Abbiamo titolato, l’altroieri, «Gulp di stato». Oggi possiamo dirlo in chiaro: colpo di stato, è questo il pericolo. Siamo sull’orlo e adesso tocca a noi. Spiazziamoli. Non sbagliamo la mira. Non cadiamo nel tranello, di nuovo, di assegnare ad altri – peggio che mai ad uno solo – compiti, colpe, responsabilità. La storia è nelle nostre mani e si cambia in un solo modo: non coi decreti ma col voto. Spiazziamoli, sì. Scendiamo in piazza e saremo noi a umiliarli: col voto delle persone oneste. Sono o no la maggioranza del Paese, annidate in tutti i partiti? Vediamo. Contiamole.
dall’Unità del 6.3.2010






marco piras, 3 annos fa
mail spedita al sito del presidente della repubblica dal sottoscritto:”E’ dura, per una persona democratica, dover scrivere al proprio Presidente per manifestare tutto il proprio disappunto circa la sua ultima firma, che sdogana ancora una volta la prepotenza e l’arroganza di pochi. Si di pochi, caro presidente, poiché anche la maggioranza degli elettori di destra era contraria alla sua firma, vada a vedersi tutti i sondaggi, per la prima volta la maggioranza degli italiani era compatta e contraria alla firma. Lei parla di un giusto diritto al voto, io e milioni di italiani del corretto rispetto delle regole. E’ educativo secondo lei il messaggio che viene fuori da questo atto per le giovani generazioni? Cosa diremmo domani ad un alunno che viene in ritardo? Potremmo punirlo,come previsto dalle regole, oppure dovremmo far finta di niente, col timore che ci risponda “ mi appello all’interpretazione personale della regola e al parere favorevole del presidente”. ABBIA UN ATTO DI CORAGGIO SI PRESENTI AGLI ITALIANI E AMMETTA : SI HO SBAGLIATO, LO FACCIA PER LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI , ONESTI, LO FACCIA PER LE GIOVANI GENERAZIONI. LO FACCIA PERCHE’ALTRIMENTI SI TROVERA’ DOMANI A GIUSTIFICARE LA FIRMA AD UN DECRETO CHE ATTRIBUISCE IL VALORE DOPPIO AL VOTO DATO AL PDL. LO FACCIA PER LA DEMOCRAZIA, OGGI SERIAMENTE A RISCHIO.” CON QUESTO, INVITO TUTTE LE PERSONE ONESTE E DEMOCRATICHE A FARE ALTRETTANTO