Odg Melis. Riconciliazione interna e qualche nota

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Postato da Gianni il 25 luglio, alle ore 08 : 00 AM Stampa

Odg Melis. Riconciliazione interna e qualche nota

Ho letto con attenzione l’odg di Guido Melis , una proposta di risoluzione per pacificare il Pd sardo e riprendere il cammino comune – così l’ha definita l’estensore – che doveva essere discussa nella Direzione Regionale convocata per domani e poi rinviata proprio per impegni parlamentari dei deputati.
E’ nota la mia stima verso Melis ed anche una visione delle cose politiche abbastanza comune. Tuttavia l’odg così come formulato mi sembra difficilmente sostenibile ed accoglibile.
Mai dire mai di fronte ai percorsi tortuosi della politica, però oggettivamente chi ha la responsabilità di guidare un Partito ha anche il dovere di salvaguardare un tessuto di regole che informa la vita associativa. Diversamente c’è il rischio oggettivo che il Pd non sia quel grande partito popolare e di massa, radicato nei territori, quel partito che non è così facile costruire e che pure auspichiamo, ma si risolva in un semplice cartello elettorale che si compone e ricompone a secondo delle convenienze ed in previsione della “chiamata alle urne”. Insomma un Partito che rischia di morire prima di nascere, quasi un emulo della Casa delle Libertà rispetto alla quale alberga certo qualche valore in più ed un maggiore senso del pudore.
Il vestito non si strappa mai, questo dovrebbe essere un principio. Le regole si salvaguardano sempre. Assicurano oggi e domani la fattibilità dei percorsi democratici. Certo faticosi ma da praticare sempre. Le diaspore non si minacciano ne si favoriscono quando molto poteva essere evitato. Poi è difficile giudicare quando non si è in prima linea , esposti in quel “campo”, ma chi guida – anche in questo caso – ha il dovere di evitare per quanto possibile le macerie. Un conto è la difficoltà di sgombrare quelle ereditate e ricostruire l’edificio, altra cosa è quella di alimentarle.
Errori se ne sono fatti tanti, ovunque. Ma le vittorie dimezzate da una scarsa partecipazione elettorale non assolvono comunque, tanto da poter ripetere gli stessi alla prossima occasione magari con posizioni ribaltate. Certo possono aiutare a rimettere a posto i cocci, se la responsabilità prevale.
Semmai si tratta di capire se alla base dell’ordine del giorno c’è una volontà vera di riconciliazione politica, al di là dei singoli focolai in cui le tensioni sono esplose spesso in modo improprio. Perché l’idea di una riconciliazione è auspicabile. Direi di più: è necessaria. Da forza e credibilità ad un progetto che diversamente rischia di rimanere politicamente invisibile. Bisogna abbandonare l’Aventino e provare ad assumerci tutti la responsabilità di una conduzione condivisa. Sapendo bene che domani non sarà più come ieri. In un partito dove le posizioni non possono rimanere cristallizate perché il progetto è solo uno. In questo modo anche le tensioni locali si attenuano e le ricomposizioni saranno possibili nella chiarezza e nel rispetto di tutti.
Su questo Silvio Lai si dovrà cimentare sin dalle prossime settimane con la collaborazione di tutti noi. Ne ha la stoffa e se vuole la forza. E da questo risultato dipenderà anche il nuovo passo del Partito Democratico in Sardegna. L’essere quel soggetto nuovo che ancora non si percepisce completamente. La sua possibilità di tornare a governare. Elezioni anticipate o meno.

Risoluzione presentata da Guido Melis alla Direzione regionale del Pd. 19 luglio 2010.

La Direzione regionale, preso atto dei provvedimenti disciplinari di espulsione adottati nei confronti di alcuni iscritti di Nuoro e provincia relativamente alle loro scelte in occasione delle ultime elezioni provcinciali, pure in attesa rispettosa della pronuncia in sede di appello da parte della commissione regionale competente, auspica politicamente che tali provvedimenti siano annullati e che coloro che hanno firmato il relativo ricorso e manifestato così la propria volontà di militare nel Pd vi vengano senz’altro riammessi.
La Direzione inoltre dà mandato al segretario regionale perché eserciti una precisa e determinata azione politica allo scopo di assicurare la permanenza nel partito delle democratiche e dei democratici di porto torres che, partecipando alle elezioni comunali, hanno sostenuto il candidato sindaco Beniamino Scarpa e si sono candidati e/o hanno sostenuto la relativa lista.
La Direzione ritiene che in questa fase storica del Pd – da considerarsi ancora a tutti gli effetti come una fase costituente n- sia opportuno operare ogni sforzo per mantenere nell’alveo del partito quanti, sinceramente e con onestà politica, ne condividono la linea e gli obiettivi di fondo e desiderano in futuro impegnarsi per portarli avanti e realizzarli.

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Evidenza Partito Democratico

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Un Commento

  1. Adriano Sitzia, 1 mese fa

    Egregio Segretario, mi pare ci sia stata prospettata alcune settimane orsono un’analoga soluzione da parte di Gianvalerio Sanna. Sono “condoni” utili a tenere in piedi questo “cartellone” elettorale, e a riportarvi dentro parti consistenti di una certa corrente, ma certo non in grado di incidere sui suoi vizi d’origine, primo fra tutti quello dell’ambiguità del progetto PD, calatoci dall’alto da parte di certa dirigenza protagonista dei disastri della politica e della sinistra italiane (e sarde). Evidentemente si tratta soltanto di coprire la polvere con l’ennesimo tappeto in attesa di … . A proposito, in attesa di che? Di chi?
    Ti ricordo ancòra, Segretario, che lo Statuto è finito a ‘Chi l’ha visto’, che le Primarie pare siano emigrate in cerca di occupazione e che il “tuo” PD oristanese è al primo posto dell’elenco dei trenta latitanti MENO pericolosi d’Italia.
    Questo è ora lo “zoccolo duro” (in senso ironico, naturalmente) di un partito ancora in fase costituente (sic!, ma lo dice Melis). Quale potrà essere lo sbocco?
    Requiem for a dream?


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